Roberto Musto

Il direttore artistico del coro

Roberto Musto ha compiuto studi di pianoforte, composizione e direzione d’orchestra. Docente nei Conservatori di Alessandria, Pescara e Frosinone (nel quale ha svolto anche le funzioni di vice-direttore dal 2001 al 2005), è particolarmente attivo nel campo della composizione, sia per strumenti tradizionali che, fin dal 1964, per apparecchiature elettroniche. Nel 1973 partecipa al 2° Salone Internazionale delle invenzioni di Ginevra con un brevetto (medaglia di bronzo) riguardante la scrittura della musica elettronica. Lavora sul rapporto suono-colore, utilizzando apparecchiature progettate e fatte costruire appositamente per ottenere in tempo reale immagini e suoni strettamente correlati. Dal 1974 al 1980 partecipa alla serie di incontri che riuniscono, a Roma, intorno all’ing. Lorenzo Viesi, musicisti come F. Evangelisti, E. Morricone, E. Macchi, F. Razzi, sullo studio di un nuovo linguaggio musicale. Sue composizioni sono eseguite in Italia e all’estero. Ricordiamo: la Cantata per Mamma Lucia (2003); Le sette parole di Cristo in croce (2007); Per non dimenticare (2009); Terra e suono: interferenze (2011); Stabat Mater (2016). Opera in campo teatrale collaborando per le musiche di scena con varie compagnie (Teatro Stabile, Compagnia A. Bolens e Teatro Zeta di Torino; Compagnia della Parola di F. Giacobini e A. Goodwin e Compagnia di G. Vasilicò di Roma). Suoi lavori sono stati eseguiti in numerose sedi in Italia e all’estero, tra le quali ricordiamo: Teatro Carignano e Teatro Stabile di Torino, Festival Internazionale della prosa di Venezia, Teatro delle Moline di Bologna, VII Festival di Musica Sperimentale di Bourges, 14° e 15° Festival di Nuova Consonanza di Roma, Teatro Ghione di Roma, Centro UH di Genova, Studio Marconi di Milano, La Défence di Parigi, Goethe Institut di Roma, Centro Culturale ICI di Buenos Aires, ecc.). È attivo come direttore di coro e d’orchestra e come conferenziere su temi della musica contemporanea: nel 2007 è stato relatore, a Frascati, sul tema La fisica e la matematica nell’evoluzione storica del linguaggio musicale in occasione della “Notte europea della ricerca”. Con una sua rubrica, In principio era il suono, ha partecipato a 32 puntate del programma di RAI Tre Atanor, per le quali ha composto anche le musiche originali. Nel 2004 ha ricevuto il Premio internazionale “Foyer des artistes”.